Le proposte Home Video di Effetto Notte. A cura di Angela Zamparelli

C’ERAVAMO TANTO AMATI di Ettore Scola. Con Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli. Stefano  Satta Flores, Giovanna Ralli e Aldo Fabrizi.

Italia 1974. Durata: 121’ –  Sony Pictures.

Girato nel 1974 questo film ha quasi quarant’anni. Eppure è più fresco e di decine di pellicole girate ieri o un anno fa. E’ un film sull’amicizia, sull’Italia, su di noi. Storia raccontata lungo l’arco di un trentennio e nello spazio di un tuffo: Il film si apre davanti a una villa dove Gassman si appresta a lanciarsi dal trampolino della sua piscina, e finisce quando tocca l’acqua. Una delle tante magie che il cinema consente, se si possiede il tocco felice di Scola per il racconto. Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefano Satta Flores hanno vissuto insieme la resistenza, ma inevitabilmente nell’Italia del dopoguerra si perdono di vista. Manfredi e’ un infermiere, Satta Flores un insegnante di lettere in una cittadina del Sud, Gassman un avvocato di belle speranze. A unirli e a separarli – oltre agli ideali – una ragazza: Stefania Sandrelli, nel corso degli anni, di volta in volta, amore impossibile, attrice sul set della “Dolce vita”, amante disperata, moglie felice. Gassman non sfreccia più per le strade di Roma strombazzando come nel “Sorpasso”, ma al parcheggio di piazza del Popolo, quando rincontra l’amico Manfredi si finge posteggiatore, perché si vergogna di dirgli che ha fatto i soldi, ma ha sacrificato gli ideali di gioventù. Basta questo per farti capire che non sono più gli anni del boom, che la commedia all’italiana sta vivendo la sua stagione più matura e che dietro la scrittura c’è – là (nel “Sorpasso” Scola era sceneggiatore), come qua – Ettore Scola. Non ha mai fatto un cinema di fantasia – dice Scola –  ma cinema di osservazione, eppure quella realtà vive ancora oggi grazie all’onestà dell’invenzione poetica. Forse è per questo che qualunque strumento nelle sue mani è buono per raccontare con franchezza e pudore l’animo umano, che sia la macchinetta che scatta foto formato tessera o un telequiz di Mike Bongiorno. Quello che esce dal racconto è sempre la nostra vita, la capacità di arrivare nel profondo raccontando una storia che in tanti hanno già raccontato e in molti racconteranno ancora, probabilmente mai con questa grazia.

Angela Zamparelli

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